Ai fini della compilazione dei nuovi modelli dei piani annuali dei flussi di cassa per gli enti locali quali aspetti tecnici e operativi devo prendere in considerazione?
L’art. 6 del Decreto-Legge 155/2024 ha introdotto i nuovi modelli dei piani annuali dei flussi di cassa per gli enti locali. Questa normativa mira a migliorare la gestione finanziaria e la trasparenza degli enti locali, garantendo una programmazione accurata delle entrate e delle spese. Questo adempimento e inserito fra le attività per raggiungere gli obiettivi della milestone M1C1-72 bis del PNRR e contribuire, quindi, all’attuazione della Riforma 1.11 per la riduzione dei tempi di pagamento, facilitando il monitoraggio e il controllo dei flussi di cassa.
Per rispondere alla domanda è necessario riflettere e ragionare sugli effettivi flussi di cassa e di conseguenza il ragionamento dovrebbe essere comunque tarato sugli stanziamenti di cassa. Va però precisato che non si tratta di un mero adempimento meccanico o meccanizzabile sugli stanziamenti di cassa e sui dati storici del SIOPE. È richiesto comunque un importante intervento manuale da parte di tutti i responsabili dei capitoli che gestiscono le varie dinamiche dei servizi.
Prima di procedere ai ragionamenti di cui sopra comunque è bene verificare queste situazioni:
- Verifica della correttezza degli stanziamenti di cassa, a questo proposito si segnala che negli ultimi tempi gli enti locali sono stati più volte invitati a considerare negli stanziamenti le effettive previsioni di cassa, anche in considerazione del Fondo crediti accantonato e stanziato per le varie poste dell’entrata
- Verifica della tempestività nella regolarizzazione delle entrate, perché i dati SIOPE o comunque le date delle reversali risentono della data di emissione e non di quella di effettivo incasso.
Fatte queste doverose verifiche che servono per dare una base storica affidabile al modello che si sta costruendo bisogna porre attenzione almeno a questi elementi:
- Gli stanziamenti relativi ai residui dovrebbero avere delle loro scadenze specifiche
- Vanno gestite distintamente le partite non ricorrenti sia di entrata che di uscita (che per definizione potrebbero avere andamento variabile di anno in anno)
- Le variazioni eventuali delle scadenze delle entrate
- Gestire in maniera autonoma e distinta la parte capitale del bilancio che richiede di fatto un minimo di pianificazione degli interventi e soprattutto della gestione delle rendicontazioni dei contributi.
Proprio in considerazione di quest’ultimo aspetto, potrebbe emergere una gestione non corretta dei cronoprogrammi delle opere a bilancio, obbligando quindi a trattare le partite contabili in maniera differente al fine di avere un bilancio coerente con il prospetto di cassa. Il rischio è quello di non avere a fine trimestre/anno una copertura sufficiente a sostenere i flussi di uscita delle opere.
Come si vede le componenti variabili in questo prospetto sono molteplici, e soprattutto variano da ente ad ente per cui non esiste in questo adempimento un processo standardizzabile che possa indicativamente andar bene per tutti, ma si tratta di un adempimento che ogni anno andrebbe ragionato direttamente in fase di previsione di bilancio e ragionato trimestralmente in funzione degli effettivi accadimenti.
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Piano annuale dei flussi di cassaDal 2025 gli Enti Locali dovranno adottare il Piano Annuale dei Flussi di Cassa entro il 28 febbraio di ogni anno e aggiornarlo trimestralmente. Si tratta di un obbligo complesso, ma fondamentale per garantire la conformità normativa e migliorare la gestione finanziaria.
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